giorno n. 9
(nigredo)
nessuna corrente
magnetica tira i miei pensieri che ristagnano come acquitrino
e riluce il giorno
in paesi che ignoro, mentre qui la notte si è fatta perenne,
senza magnificenza
di aurore boreali...
e non penso e dunque
non sono
nei recessi del mio
corpo fermentano sordi i cattivi istinti: hanno fessure e
antri ciechi e
pioggia all'eccesso per lussureggiare come piante in foreste
tropicali
un'insana atmosfera
come un ronzio cupo tutto ghermisce, ricamando trapunte di febbre
il nero corteggia il
verde turgido della vegetazione cieca, divenendone linfa
colonne verghe di
una cattedrale limacciosa
guardano in su
senza speranza di
veder luce, tanto è fitta la cupola,
e creano l'abside
vulva, dove il seme sparso abbondante germina lo spazio per
l'assunzione pluviale
attraverso
l'abbassamento infinito...
e radici
s'infittiscono e annegano nella terra ogni segno chiaro e distinto,
marce radici –
ebbre d'acqua,
soffocanti
ramificate ripetizioni di ripetizioni...
e germogli immemori
proliferano
sulla putrefazione
precoce di ciò che nacque sempre rasente il suolo
demente abortito
agonizzante fin dall'origine...
Cosa posso essere,
se essere devo?
Ragno - segretamente
laborioso -
che suscita ribrezzo
solo a chi non si capacita
dell'inconcepibile
osceno del creato -
intesso i fili delle
voci che si avvitano nel mio cranio, come spifferi che gracchiano tra
le orbite vuote del mio teschio,
come filamenti
luccicanti di stelle che tramano nel buio
intesso, intesso, un
invisibile ordito - buono solo per filtrare polvere, pare...
e affamato rimango
privo di prede
intesso, intesso,
ancora convinto del possibile miracolo -
ma per ora sto
immoto inespressivo come una maschera di scena, abbandonata
dietro le quinte,
risparmio i movimenti
guardandomi da fuori
al rallentatore della noia
e sognando l'arsura
silenziosa del deserto al meriggio,
la sua matematica
precisione nel sottrarre liquidi e vitalità,
gioco a fare il
morto
attendendo che una
farfalla spensierata
nell'orrore del mio
respiro intrappoli la sua gioia
e non penso e dunque
non sono...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaGrazie mille Elio per il tuo passaggio di qui. Buona serata!
EliminaEhe, qui ho combinato un pasticcio: volevo cancellare un commento banale per metterne al suo posto uno un po' più articolato (e quando l'ho fatto non c'era ancora la tua risposta). Poi le circostanze mi hanno impedito di completare il mio proposito.. vabbé, così vanno le cose nel virtuale :-) [nel commento rimosso dicevo che il testo è suggestivo e con metafore potenti].
EliminaCiao Elio, in effetti leggevo del commento eliminato dall'autore ed ero curioso di sapere sul perché dell'eliminazione, tuttavia non osavo chiedertelo anche per non essere troppo invadente :-) Ti ringrazio molto ancora del tuo passaggio di qui, della lettura. Il fatto che tu ti sia soffermato a leggere e commentare, il fatto che il mio scritto e le mie metafore abbiano catturato la tua attenzione, è già molto importante per me: significa comunicazione fuori di me attraverso il mezzo della scrittura.
EliminaBuona serata e buon week-end Elio.
A presto!
è come un'attesa prima della tempesta...
RispondiEliminauna calma che annusa il pericolo, forse lei stessa è pericolo, la stasi che precede lo scoppio
ciò che non conosciamo e che si prepara
in questi tuoi scenari da origine del mondo
dove i germogli si mischiano alla putrefazione
e gli insetti prolificano in sordina nel sottosuolo...
bisognerebbe imparare a non pensare, certe volte.
(anche per non soffrire).
Ciao Daniele, buona serata
piove ancora, qui sul lago
(p.s., questo tuo mi ha fatto pensare anche a uno scenario di lago, al cadavere di Ofelia che galleggia sulle torbide acque...)
Bella l'immagine collegata alla sensazione che il mio scrivere in te suscita: l'attesa prima della tempesta. La nigredo in effetti è anche attesa, o meglio una specie di sospensione, di depressione anche, che è però foriera di cambiamento, di divenire.
EliminaMolto prezioso per me è il tuo collegamento finale a Ofelia che galleggia sulle acque torbide, mi ha fatto piacere sapere che l'elemento liquido ti abbia fatto tornare in mente una eroina della tragedia che ho molto amato.
Buona serata e grazie della suggestioni che mi hai donato.
Daniele