domenica 5 maggio 2013

venerdì 19 aprile 2013

Words Social Forum - Diario di Hermes




Ringrazio Antonella Taravella per avermi dato l'opportunità di pubblicare un estratto del mio "Diario di Hermes" sul blog collettivo "Words Social Forum". E' un piacere e un onore per me essere presente in quello spazio creativo.  

domenica 14 aprile 2013

Il diario di Hermes - giorno n. XII


giorno n. XII (divorare)

all'inizio del mondo - in principio -
c'è un essere gigante solo bocca che divora tutto:
lo nomino provvisoriamente ed in modo approssimativo "Prima Bocca", ma so che anche questo stesso nome verrà divorato, perché esso mangia tutto, anche i nomi propri
divora vorace i fiumi, le piante, tutte le specie di animali, le stelle, l'Uomo e la Donna, tutti gli uomini e tutte le donne, le nuvole, i pensieri, i sogni, la luce, l'aria, Tutto, tutto il creato e l'increato
una fame non potrebbe mai essere saziata e in fondo non lo sarà mai:
essendo l'universo infinito, ci sarà sempre qualche cosa da inghiottire
non ha denti per sminuzzare, per triturare, per ridurre tutto a poltiglia, non ha stomaco, non ha succhi gastrici, né enzimi per digerire, è solo bocca: deve inghiottire tutto
la sua fame è infinita
è una fame senza pungolo e acquolina e senza nausea presumo, tanto che, prima, va avanti per giorni e notti a inghiottire, inghiottire e inghiottire, giorni notti che diventano settimane, settimane che diventano mesi, mesi che diventano anni, anni che diventano millenni, millenni che diventano ere, ere che diventano eoni, e poi alla fine divora pure il Tempo
di ogni essere gli interessa unicamente la sua possibile ingestione, lo studia solo per poterlo incorporare dentro di sé, la bontà di un essere è data dalla sua ingeribilità: quella capra là, con facilità, aumentata dalla morbidezza del pelo, accarezzerà le papille gustative della sua lingua, solo gli zoccoli e le corna potranno dare problemi, quella pianta sarà croccante e tuttavia darà da fare perché piena di rami affilati; l'uomo invece come un dessert scivola liscio nel gargarozzo
la Prima Bocca è forse il primo motore immobile, come Dio? piuttosto primo motore sempre in movimento, direi!
Voi vi chiederete giustamente: ma dove va a finire tutto ciò che è stato fagocitato? Dove finisce tutto?
Per rispondere a questa arguta osservazione devo fare ammenda per una omissione e dire che il secondo nome della Prima Bocca è Ano Spirituale
la Prima Bocca emette feci, deiezioni della propria incessante azione di metabolizzazione, espelle tutto sotto forma di Spirito
è inconcepibile per noi pensare a questa unione tra un organo nobile ed un luogo ignobile, eppure in principio sono lo stesso: nello stesso identico momento in cui divora, in cui è Bocca, il primo motore defeca, è Ano
sembra impossibile unire ciò che per noi rappresenta l'orifizio più alto, da dove la Parola nasce come espressione pura e luminosa del profondo sentire, con quello più basso, tempio di eruzioni informi, di scarti, di ingloriose metafore e di piaceri inconfessabili e vergognosi!
la cosa ancor più strana è questa: il mondo è sempre lì dov'era da sempre, nonostante l'attività della Prima Bocca, sembra sempre uguale a prima, tuttavia è diventato Spirito
nulla sembra cambiato
i fiumi, le piante, tutte le specie di animali, le stelle, l'Uomo e la Donna, tutti gli uomini e tutte le donne, le nuvole, i pensieri, i sogni, la luce, l'aria, Tutto, tutto il creato e l'increato non si è mosso di un millimetro ed in apparenza non ha variato forma e materia e modo
ma per miracolo un manto invisibile lo ricopre:
il prodotto finale di tutta l'attività: lo Spirito
per cui le cose sono quelle che erano prima,
ma in più sono ricoperte dello sterco spirituale
mirabile ineffabile trasmutazione dello stesso nell'altro...

sabato 30 marzo 2013

Ricettacolo


Sgomberare lo spazio
renderlo liscio e bianco

è poco ciò che ho da tramandare
forse solo il Mistero
come un grumo nero e cupo
da sciogliere e ancora cullare
e tradurre
e ancora ai posteri che mai conoscerò donare
e raggrumare di nuovo

nulla

intanto raggiungo la materia ricettacolo
che mi abita da sempre
dove la forma eterna e eternamente
nuova e da sempre modellata
accarezzo modellandola con timore
di spezzare
è evidente: tutto è sempre nuovo
si ripete tutto: acceca
una luce troppo forte
come la notte

tutto

Demone del focolare


"Demone del focolare"
42x58 cm
mista su carta

mercoledì 27 febbraio 2013

Il diario di Hermes - giorno n. XI


giorno n. XI (attesa)

«Chi credete di ingannare? In fondo voi sperate che qualche cosa venga sottratto all'oblio. Che l'azione appianatrice del tempo lasci svettare qualche prezioso ricordo. Voi sapete che tutto è destinato a finire e fingete di averne piena contezza. Vi compiacete addirittura nell'enumerare le cose periture. Ma tutto ciò è artefatto: è evidente che vi illudete, che il vostro cinismo è simulato, che dietro il paravento della lucidità si nasconde l'illusione di salvezza, che il vostro protestare e animarvi indignati contro ogni illusione è ipocrita. Altrimenti cosa fareste?! Avreste maggiore riguardo per ciò che si perde? Vivreste appieno? E' evidente: voi volgete lo sguardo altrove e siete pronti al sacrificio pur di avere la certezza di un salvacondotto per l'al-di-là»

attendendo si vive
è vita l'attesa

probabilmente disattesa:
è attendere
ciò che per sempre non si saprà:

macchia cieca
luce dietro palpebre di morto

sciogli il nodo
accogli nel grembo le mie lacrime
io non è più
nemmeno un dio traduce in parola
il torto pesare del mondo
e il volo di libellula dello sguardo senza volto

mentre l'ala fa da àncora
alla rinascita in controluce
non giudicare ciò che rasente nasce –
il terreno meglio accarezza chi si piega senza umiltà,
chi sporca la grazia superba nel fango

bruco –
non potenza di farfalla
ma essere perfetto in sé
solo per chi ama l'opaco
divenire sempre lo stesso
del presente scevro di peso e di traino

(innocenza)

fumoso fermo-immagine come un racconto di guerra di nonno
cento pensieri foderati di nubi
come zucchero filato appiccicosi e lievi
inondavano cuscini
con gorgoglìo di risa e frescura –
bagnare il letto era un segreto amaro
come risvegliarsi colpevoli e
stare là in eterno rovello
se ancora in sogno si fosse
o se strappasse la rugosa realtà
necessaria tuttavia
una confessione

"tutto s'aggiusta" pensavi
e presto giunse l'irrimediabile come un ritornello
inopinato accadere e avanzare di ogni stagione

(esperienza)

divina impostura è ciò che si dà senza soluzione
all'ansia matematica di sapere:
si fa beffe del nostro affannarci
e piccoli restiamo di fronte al mistero:

il mai saputo che mai si saprà
è tutto ciò che c'è da sapere!

tragedia della nostra condizione:
si risolve in gioco di parole –
solo il balsamo del silenzio
è esatto nel non dire lo scandalo
della nostra dimora

fessura a cui avvicinare l'occhio
solo per essere inondati dall'erezione cieca
di luce in crepe di terra arsa
come pelle vista da vicino
istoriata...
ne aspiro l'odore
amo affogare ebbro
nell'abbandono a mondi
di nebulose di corpo

e dalle stelle
distoglier lo sguardo...

domenica 10 febbraio 2013

lunedì 28 gennaio 2013